Una solida guida

Teisen Deshimaru (1914-1982) è stato una degli artefici principali della diffusione dello zen in occidente, e soprattutto in Europa.
Facendo base a Parigi dal 1967, fondò l’Association Zen Internationale nel 1970, e divenne patriarca d’Europa per la setta Soto.
Teisen Deshimaru è il motivo per cui in Francia hanno tanti bei libri sullo zen.

Ora Excelsior 1881, pubblica uno i questi eccellenti volumi – Zen, di Michel Bovay, Laurent Kaltenbach e Evelyn De Smedt.
Non proprio a buon mercato, il volume viaggia sui 25 euro, ma costituisce, con le sue poco più che 200 pagine, un ingresso quantomai accessibile all’universo del buddhismo zen.

Il libro, che è illustrato da decine displendide foto in bianco e nero, è suddiviso in tre parti.
La prima è la parte più tecnica, organizzata come un dizionario di termini e concetti basilari.
La seconda parte è storica, e segue la trasmissione dell’insegnamento e la sua evoluzione attraverso il succedersi delle figure chiave del buddhismo zen.
La terza parte delinea come lo zen e l’occidente possano incontrarsi, e cosa possa fiorire dallo scambio reciproco.
Seguono appendici, bibliografia e indirizzi utili, persino le pagine in bianco per prendere appunti.

Buon testo divulgativo, saggio di base, scritto in un linguaggio diretto e senza eccessivi tecnicismi, spesso illuminato da brevi anedoti, il volume è anche implicitamente un monumento alla vita e all’opera di Taisen Deshimaru.
Eccellente per i principianti, molto buono anche per chi frequenta da tempo questi argomenti.

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Ancora libri sullo zen

Restando in tema di libri assolutamente non obbligatori ma consigliati o consigliabili, magari per dopo il corso, ripesco quanto segue dalla mia vecchia home page, tanto per mettere ancora un po’ di carne al fuoco.
E poi siamo sotto Natale, magari vi serve un’idea per un regalo a qualche amico o parente noioso.
 

Alejandro Jodorowsky – Il dito e la luna
Mondadori Oscar, 2006
Racconti zen, haiku e koan commentati e spiegati in maniera quantomai eterodossa dall’unico monaco zen cileno, famoso fumettista, regista, affabulatore e lettore di tarocchi, ciarlatano nell’accezione più pura e dignitosa del termine. Se davvero lo zen non si può spiegare senza mentire, allora queste sono menzogne di primissima classe e di qualità superiore. Potrebbe essere un buon punto di partenza per alcuni, ma conviene accompagnarlo ad un testo serio e solido, o si rischierà che l’impressione di aver capito sopraffaccia la vera comprensione.
Però è davvero divertente.

Thomas Hoover – La Cultura Zen
Mondadori Oscar, 1981
Il primo libro sullo zen che io abbia letto, fra le occhiate piuttosto perplesse dei compagni del liceo. Serio, ben documentato ma abbastanza agile da stare in borsa ed essere letto sul tram, rappresenta una solidissima introduzione allo zen attraverso la sua influenza sulla cultura giapponese e le sue ricadute occidentali. A trent’anni di distanza dalla sua uscita originaria, può risultare datato soprattutto nei capitoli conclusivi, ma è comunque un eccellente punto di partenza. Per lo meno, lo è stato per me.
[Addendum: trattandosi di un libro splendido, ovviamente è fuori catalogo da anni, e non pare ci sia intenzione di ristamparlo. Ne ho avvistata una copia su eBay per la vertiginosa cifra di 3 euro e 90, e se ne trovano copie su bancarelle e simili. Se può essere una consolazione, è fuori stampa anche in originale.]

Alan W. Watts – La Via dello Zen
Feltrinelli Universale Economica, 1989
Il testo originale ha esattamente cinquant’anni, ma rimane un’opera difficilmente rinunciabile. Watts affronta la cultura zen analizzandone storia e sviluppo dalle radici taoiste – lo zen come punto di arrivo. Si dedica poi alle influenze ed agli effetti culturali sulla società giapponese. Non facilissimo (richiede un minimo di impegno) ma ancora una volta un buon testo sullo zen alla portata del lettore medio. Il discorso aperto con questo volume si completa con il successivo Natura uomo donna (ancora Feltrinelli), ancora una volta vicino alle radici taoiste dello zen, ed a tratti un po’ più confuso.

Nyogen Senzaki & Paul Reps – 101 Storie Zen
Piccola Biblioteca Adelphi, 1973
Un altro libro uscito dal mio tascapane di liceale. Come dice il titolo, il volumetto contiene 101 storie che illustrano, per sviluppo, soluzione finale o morale, i principi della pratica zen. Popolate di maestri cialtroni, ladri filosofi e vecchie bisbetiche, costituiscono una lettura leggera e piuttosto disimpegnata. La dimostrazione ultima che lo zen (e la filosofia in genere) non fa male. L’edizione Adelphi garantisce inoltre punti extra per l’aura intellettuale; storie simili si trovano nelle 111 Storie Zen di Taisen Deshimaru e nel gustoso Dice lo Zen di Tsai Chih Chung, che le ripropone a fumetti. Alcune storie si ritroveranno, commentate e spiegate, nel libro di Jodorowsky.

Eugen Herrigel – Lo Zen e il Tiro con l’Arco
Piccola Biblioteca Adelphy, 1986
Un testo probabilmente sopravvalutato – nessun arcere ha mai migliorato le proprie prestazioni atletiche dopo averlo letto, e nessuno credo ne ha mai ricavato l’illuminazione – resta comunque un testo popolarissimo, ed una illuminante occhiata all’esperienza zen da parte di un occidentale (e per di più un tedesco). Porta con se l’aura immarcescibile dei libri Adelphi, ma non è un male. L’altrettanto tedesco Hans J. Stein ha scritto in Kyuudoo, The Art of Zen Archery una migliore introduzione all’argomento, dalla quale arceri e praticanti possono ricavare vero giovamento.

Taisen Deshimaru – Autobiografia di un Monaco Zen
Mondadori Piccola Biblioteca Oscar, 1996
L’esperienza dello zen attraverso le memorie di un personaggio colossale nel panorama della divulgazione dell zen in occidente. Un buon contrasto con i lavori di Herrigel e di van De Wetering per farsi un’idea di come si vive la pratica dello zen. Deshimaru ha un ampio catalogo di testi facilmente reperibili tramite Mondadori (o su bancarelle ben fornite), tutti fondamentali e vivamente consigliati. 

Janwillem van de Wetering – Lo Specchio Vuoto
Neri Pozza Tascabili, 1999
La pratica dello zen come trauma – solitudine, digiuno, alienazione e sonore legnate, per un giovane olandese che decide di trovare se stesso il più lontano possibile da casa. Per ricordarci che non stiamo parlando di giochi da salotto ma di uno stile di vita radicale e molto lontano dai nostri standard (e, spesso, dalle nostre aspettative). Tragicamente comico, il diario di van de Wetering è una lettura essenziale per tutti coloro che abbiano in mente di farsi qualche mesetto in un tempio zen.

Walter Jon Williams, La Voce del Turbine
Fanucci Solaria, 2000
Un romanzo di fantascienza, sequel del celeberrimo (ma inferiore) capolavoro cyberpunk Hardwired di Williams. Lo zen come stile di vita e come strumento di indottrinamento, come pratica tutt’altro che pacifica per la definizione del se e la mappatura della realtà. Politicamente scorretto ma inarrestabile, scritto da uno dei pochi autori occidentali che dimostrino una buona conoscenza dello zen operativo, è una lettura divertente ma carica di contenuti.

Natalie Goldberg – Scrivere Zen
Astrolabio, 1989
Un corso di scrittura che applica i principi dello zen alla creatività letteraria. Appartiene ad una vasta categoria di libri che traducono i dettami dello zen in una pratica che sia familiare al lettore – zen e fotografia, zen e cucina. La maggior parte sono bufale abbastanza evidenti, ma poche gemme, come il libro della Goldberg, brillano nell’oscurità.
 
Stephen Bodian – Meditazione for Dummies
Apogeo, 1999
Scherziamo?
No.  Lo zen ha una componente pratica,  incentrata sulla meditazione, dalla quale difficilmente si può prescindere; e quando i termini dei grandi maestri si fanno troppo eterei, questo semplice manualetto pratico può risolvere un sacco di dubbi. La pratica della meditazione non è cosa da poco, ed è potenzialmente pericolosa se affrontata nel modo sbagliato. Un manuale “laico” che includa qualche nota sul come evitare i crampi alle gambe è una vera benedizione.

… più uno in inglese

Paul Reps & Nyogen Senzaki – Zen Flesh, Zen Bones
Shambhala Pocket Classics, 1994
Tascabilissimo e a buon mercato, stampato su carta di alta qualità e non più grande di un pacchetto di sigarette, questo libricino contiene le 101 Storie Zen e La Porta senza Porta, una versione (ovviamente illustrata) del 10 Bulls e il classico Centering, testo indiano che è probabilmente la fonte operativa all’origine dello zen e di una fetta consistente del Taoismo; chiude il tutto un articolo informativo sulle origini e lo sviluppo dello zen. 
Non uscite di casa senza, ci sarebbe da dire.
L’infinitamente più lussuoso Zen, The Perfect Companion, edito da Black Dog & Leventhal, rilegato in seta, sontuosamente illustrato e praticamente indistruttibile (ma comunque tascabile) rappresenta una valida alternativa, e lascia più spazio a spiegazioni e commenti.

…. anzi, no, due..!

Joe Hyams, Zen and the Martial Arts
Bantam, 1982
Agile libriccino scritto da un regista e sceneggiatore che fu allievo di Bruce Lee ed al quale la pratica dello zen ha salvato, letteralmente, la vita.
O così dice lui.
Bello, divertente, ben illustrato e privo di banalità, si legge alla svelta e rimane a lungo nella memoria.

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Ancora Riso & Sale

Comunicazione di servizio, visto che se ne era parlato: l’edizione economica de Gli Anni del Riso e del Sale, di Kim Stanley Robinson, Newton Compton, è stata avistata in alcuni supermercati (circuito Bennet) a meno di cinque euro.

Il volume resta vivamente consigliato (in attesa che ci traducano – ma quando mai – Escape from Katmandu).

Buona caccia e buona lettura.

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