Zen in Italia

Enso2Questo è un pezzo a richiesta, come in un piano-bar.
Un piano-bar taoista, per dire.

Tra i vari monaci zen e pseudo tali che risiedono in Italia ce n’è qualcuno veramente serio? E se così fosse, ha scritto qualcosa che potremmo leggere (in attesa del corso…)?

Bella domanda.
Quando anche Google ci abbandona, la risorsa ideale, per certe cose, resta il sito web del CESNUR, risorsa tutta Torinese per chi si interessa di religioni e spiritualità.
La pagina dedicata al Buddhismo Zen del CESNUR, oltre ad una rapidissima scheda storica sulla pratica zen, elenca una quantità di risorse nazionali.

Scopriamo così il Centro Zen di Settimo Torinese, e il centro Mokusho di Via Principe Amedeo e l’Associazione Il Cerchio Vuoto di via Massena, a Torino.
Noto e rispettato è pure il dojo Sanrin di Fossano.

Fra le risorse più consigliate – se non altro per il loro alto profilo nazionale – mi pare il caso di segnalare anche il Fudenji di Parma, principale centro per la scuola Soto Zen.

Fondamentale “problema” dei centri listati dal CESNUR è la caratterizzazione religiosa – si tratta di centri buddhisti zen, e quindi viene privilegiato un approccio buddhista alla pratica dello zen.

Una lettura delle storie di ciascun centro zen d’Italia rimane comunque un’esperienza istruttiva – e rende bene l’idea di come all’interno della categoria “zen” si verifichino evoluzioni e scissioni difficilmente prevedibili.

Resta per ora difficile scovare testi interessanti – probabilmente ben nascoisti all’interno dei siti dei singoli gruppi.

Per cominciare, qui c’è una buona intervista a Fausto Taiten Guareschi.

La caccia continua.

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