Melancolia notturna

2009 Ottobre 24
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di Davide

Questo è uno strano post.
Strano a sufficienza da comparire su tutti i miei blog.
Chi frequenta strategie evolutive può classificarlo come pork chop express.
Chi frequenta Fra le Province riconoscerà in esso il compimento di qualcosa di previsto e preventivato.
Ed i lettori di Buji Zen spero avranno pazienza per questo sproloquio non richiesto.

Il fatto è che mi sento strano.
Oggi, dopo lunghe settimane durante le quali il tempo è parso accelerare, durante le quali il nervosismo è cresciuto e la pazienza si è fatta sempre più scarsa… oggi, dicevo, è l’ultimo giorno che io trascorro in questa casa.
La casa nella quale ho vissuto per quarantadue anni abbondanti.
Qui sono nato.
Qui sono cresciuto.
Qui ho giocato.
Ho studiato.
Ho lavorato.
Qui si sono concentrati tutti i piccoli e grandi drammi, i piccoli e grandi trionfi della mia vita fino ad oggi.
Fra queste pareti è morta mia madre.

Ed ora mi appresto a mettere ciò che resta della mia vita in una valigia, e ad andarmene.
E la faccenda della valigia non è metaforica, badate bene.
Domattina lascerò questa casa e mi sposterò ad Urbino, dove per una settimana parlerò di statistica a gente più intelligente di me (non è poi così difficile) e quindi, alla vigilia di Halloween, farò ritorno a casa.
Ma non a questa casa.
La valigia non è metaforica, quindi, è una robusta sacca da quaranta litri sulla quale intratterrò il pubblico in futuro.

Ed il distacco così netto e senza strascichi – senza il tempo di abituarmi all’idea, di saluatre ogni camera, ricordare ogni quadro ora rappresentato sulle pareti da un rettangolo chiaro, mi fa sentire strano.
Quanto c’è di me fra questi muri?
Quanto rischia di restare qui?
Io sono io, e quanto di me è costituito dalle cose che ho portato via, verso quell’altra casa?
E c’è qualche elemento che rimane indietro, che si perde nella corsa?
Le memorie svaniscono, le case vengono affittate ad altri.

Ho paura, perché è come se la mia vita dovesse finire – invece finisce solo una fase, giusto?
Giusto?

Ora, la vecchia faccenda dell’attaccamento è sempre la stessa – l’attaccamento porta dolore, non ci dobbiamo affezionare a beni materiali che hanno, a ben guardare, solo il significato che noi diamo loro.
O per dirla nella maniera ellittica degli orientali, Anche se è mezzanotte, l’alba è qui; anche se viene l’alba, è notte.
Bisogna lasciarsi alle spalle ciò che è, di fatto, un vincolo che ci trattiene lontano dall’illuminazione – capire che con questi oggetti o senza questi oggetti siamo comunque la stessa cosa.
Ma io mi sento ben poco illuminato, questa notte.
Ed è stato anche detto, dopotutto, Non essere parte di qualcosa significa essere niente.
Un bel match, fra Dogen e John Donne.

E questa specie di strana situazione per cui domani me ne andrò e non tornerò più mi riempie di malinconia, e di nostalgia per cose e persone che non vedo da anni – ma anche per persone che frequento da tempo e che continuerò a frequentare, l’unica differenza una maggior percorrenza in chilometri fra dove siedono loro e dove siedo io.
Una strana nostalgia senza scopo, di quelle che non si possono ammansire cercando vecchi amici su Facebook.

Chissà – forse è la sensazione che descriveva Douglas Adams, quando parlava del grido che ogni forma di vita davanti ad una crisi lancia verso il luogo in cui è nata.
Oppure sono semplicemente io che sono diventato troppo vecchio per questo genere di cose.
Almeno stanotte.
Ad attendere l’alba del primo giorno del resto della mia vita.

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Taoismo sulla BBC

2009 Ottobre 19
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di Davide

Un brano da un recente documentario della BBC.
La serie – intitolata Faith – ha portato  un pastore anglicano (il tipo rubizzo e riccioluto del video) a visitare le sedi istituzionali di 80 diverse fedi.
Il filmato di seguito presenta luoghi e concetti di base del taoismo monastico cinese.
È in inglese ma piuttosto facile.

Cercherò di reperire maggiori informazioni…

Buona visione.

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Zen & Risotto – DeA Colpisce Ancora

2009 Ottobre 17
di Davide

Dopo il video sulla meditazione di qualche tempo addietro, i nostri amici della DeAgostini “DeA by Day” tornano alla carica con il corso di Cucina Zen.

Banalità e sciocchezze – incluso il rapporto fra pesticidi e coscienza cosmica.
Il cuoco sembra un rockettaro anni ‘70, ma il vero saggio, naturalmente, non giudica dalle apparenze; e chissà… magari il risotto alla fine non è neanche male.

Imperdibile perla di saggezza: “”Un cuoco zen non butta via niente”.

ADDENDUM: e poi dicono…
Altro che rockettaro! 

KAWAMURA Gun è nato a Yaizu , studia Belle Arti e Fotografia a Londra.
Crea pitture,video e oggetti con i quali cerca di esprimere umorismo,cinismo e sensualità.
Nel  2003 ha fondato un gruppo Rock “Blind Birds” dove e’ compositore musicista e cantante
Dj di musica giapponese anni  60-70’s.
Attualmente vive e  lavora a Roma.

Come ci sia finito, da DeAgostini a preparare risotti, è uno dei grandi misteri del Tao…

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Corso di Cultura Taoista 2

2009 Ottobre 16
di Davide

bujizen_icon2Fra una decina di giorni, contando a spanne, prenderà il via il secondo corso di Cultura Taoista, anche quest’anno ospitato dalle aule del Centroriente di Torino.
Non posso garantire che anche quest’anno almeno una lezione si tenga nello spogliatoio della palestra di Qi Gong (o era Yoga?), ma farò il possibile – in fondo avere delle tradizioni eccentriche è piuttosto taoista.

Non si prevedono grandi variazioni ai temi ed alle linee generali del corso:

1 . Origini del Taoismo – dal culto sciamanico alla religione organizzata
2 . L’altro taoismo – alchimia, mistica, magia
3 . La ricerca dell’invincibilità – forma fisica, respirazione, arti marziali, medicina
4 . La ricerca dell’immortalità – magia, alchimia interna ed esterna, meditazione
5 . La ricerca della sapienza – il Taoismo come movimento narrativo
6 . Motociclette, computer e Winnie the Pooh – il Tao in occidente fra incomprensioni, banalità e trasformazioni

Ci saranno invece delle modifiche alla bibliografia consigliata, e spero un ampliamento ed arricchimento del materiale di supporto alle lezioni, a cominciare dalle slide.

Copie di tutti i materiali saranno resi disponibili attraverso queste pagine – con l’aggiunta di una sezione specifica dedicata al corso.

Poi, salvo incidenti, con l’anno nuovo si avvierà anche il corso di Filosofia Zen.

Spargete la voce e partecipate numerosi.

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MGG – si comincia

2009 Ottobre 2
di Davide

Siamo agli sgoccioli.mggbase
Fra esattamente 24 ore verrà inaugurato il primo evento nella serie di Mostre di Grafica Giapponese rocambolescamente organizzate da un manipolo di coraggiosi dei quali faccio immeritevolmente parte.

Si comincia domani a Mondovì, Isola di San Rocco presso il Ponte delle Ripe, dove l’associazione culturale Porti di Magnin ospiterà una rassegna di Emakimono appartenenti alla collezione Ugo Mondazzi.
Oltre ai rotoli illustrati previsti, in fase di allestimento è stato possibile ricomporre un ulteriore esempio di questa forma d’arte, parte di un rotolo (probabilmente il Genji Monogatari) originariamente tagliato a fette e  trasformato in albo illustrato dal primo (?) acquirente occidentale.

Le porte si aprono domani dopo le 16.
Partecipate numerosi.

Prosegue intanto il lavoro sulla mostra di Torino di gennaio-febbraio 2010.
Dopo un’ultima frenetica riunione che ha in parte ridefinito la mission dei curatori storici del progetto, si sono mossi i primi passi per l’acquisizione e presentazione al pubblico di un ulteriore fondo, ancora una volta mai precedentemente rivelato al mondo.

Restate sintonizzati.

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Zen Vietnamita

2009 Settembre 8
di Davide

Un altro pezzo per il piano bar taoista di Buji zen.
La richiesta era di maggiori informazioni sullo zen praticato in Vietnam.

In base alle informazioni disponibili, le scuole vietnamite si discostano poco – per origine – dallo zen nipponico.
Entrambe le correnti risalgono al C’han Cinese, essenzialmente una interpretazione in chiave taoista del buddhismo Mahayana.
La differenza sostanziale è probabilmente una maggiore antichità delle scuole vietnamite – che sorgono attorno all’anno 1000 (anche se tradizionalmente il buddhismo arriva in Vietnam nel 580) rispetto alle scuole giapponesi che compaiono attorno al 13° secolo.
Il buddhismo zen vietnamita è anche noto come buddhismo Thién o Thién Tòng.
Studi recenti sembrerebbero mettere in dubbio la lunga tradizione zen vietnamita – forse una mistificazione a partire da un testo “storico” discutibile, il Thiền Uyển Tập Anh.
Di fatto, il buddhismo vietnamita – al quale pare aderisca circa il 50% della popolazione – ha un carattere più devozionale che non orientato alla meditazione, e manca delle principali strutture organizzative altrimenti tipiche: niente monasteri o sangha, niente gerarchia definita.
Mancano perciò gran parte degli elementi distintivi dello zen propriamente detto.
Thich Nhat Hanh in Paris in 2006
Una pratica che viene spesso identidicata con la via vietnamita allo zen è attualmente molto popolare in occidente grazie all’opera del maestro Tìch Nhàt Hahn, che ha pubblicato dozzine di libri (un paio dovrei averli sul mio scaffale) ed ha operato ed insegnato soprattutto in Francia. Il suo metodo si rifà alla scuola della Foresta di Bambù (una specie di ordine monastico buddhista attivo in Vietnam dal 13° secolo) rimescola diverse scuole buddhiste (diversi veicoli, sarebbe corretto dire) ed elementi ricavati dalla psicologia occidentale. Viene anche chiamata scuola del Buddhismo Sincronizzato o Buddhismo Connesso (Engaged Buddhism) o Buddhismo Socialista, e tende ad applicare le tecniche della meditazione a contesti sociali o politici.
In questo senso, è vicina alla scuola laica occidentale della Mindfulness.
Resta da vedere se

  1. i buddhisti vietnamiti in Vietnam si riconoscerebbero in questa pratica
  2. i buddhisti zen giapponesi si riconoscerebbero in questa pratica

Quasi certamente (opinione personale) si tratta di qualcosa che è ormai molto lontano tanto dal Mahayana quanto dalla scuola C’han.

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