Le 35 slide della prima lezione sulla Cultura Zen sono on-line.
La lezione copre rapidamente la storia dello sviluppo del Buddhismo Ch’an e dello Zen giapponese.
Sono incluse due rudimentali cronologie – per le dinastie Cinesi e le epoche giapponesi, a futuro riferimento.
Graditi i commenti, come sempre!
Non potendo svolgere il corso in aula, ho cominciato a caricare le slide delle lezioni su SlideShare.
Cominciamo con una panoramica del corso…
… E così il corso sulla cultura zen è saltato per numero insufficiente di iscritti.
La cosa non sorprende – ad una crescita dei corsi pratici corrisponde una parallela decrescita della richiesta per corsi teorici o culturali.
È la crisi, mi dicono.
Ma non tutto è perduto: da una parte, mi accingo a rivedere le slide per il corso sulla Filosofia Taoista, che pare potrebbe avere una seconda occasione.
Dall’altra, sto valutando l’idea di caricare in rete il materiale relativo al corso sullo zen – in modo che per lo meno chi è interessato possa dargli un’occhiata.
Devo solo trovare una piattaforma di condivisione adatta.
SlideShare, magari…
Maggiori informazioni mano a mano che le cose succedono.
Parallelamente alla mostr
a di arte giapponese che si terrà a partire dalla settimana prossima all’Accademia Albertina, si svolgerà sempre a Torino un ciclo di incontri e conferenze di argomento contiguo a quello della mostra.
Qui di seguito, il programma di massima.
Date e orari da definirsi.
Conferenze e incontri convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”, 2-5 febbraio 2010
Letteratura contemporanea giapponese: presentazione dell’antologia Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante e del progetto ALIA6 della casa editrice CS_libri di Torino
Intervengono: Reiko Hikawa (scrittrice), Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore), Federico Madaro (traduttore), Davide Mana (scrittore e traduttore), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore), Silvia Treves (scrittrice e direttrice editoriale della CS_libri)
L’antologia Foglie multicolori – Racconti dal Sol Levante edita da CS_libri raccoglie diciotto racconti di quindici rappresentativi e famosi autori giapponesi (tra cui ben sette vincitori del Premio Naoki e un vincitore del Premio Akutagawa; i due più importanti riconoscimenti letterari giapponesi paragonabili ai Premi Campiello e Premio Strega italiani) come Mitsuyo Kakuta, Miyuki Miyabe, Kazuki Sakuraba e Hitonari Tsuji offrendo ai lettori uno spaccato a trecentosessanta gradi dei vari generi della letteratura contemporanea nipponica.
Anche il progetto di antologie annuali di letteratura fantastica internazionale ALIA arrivato al sesto volume (uscita prevista giugno 2010) ha pubblicato sulle sue pagine numerosi testi di scrittori giapponesi. Si è inoltre avvalso della collaborazione di artisti del livello di Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada, le cui opere sono presenti nella mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese, i quali hanno realizzato copertine e illustrazioni interne originali appositamente per i volumi della serie. In ALIA6 saranno editi racconti di noti autori italiani, giapponesi, americani, cinesi, spagnoli e di Singapore come Arisu Arisugawa, Fabio Lastrucci, Pan Haitian, Reiko Hikawa, Lucía González Lavado, Alvin Pang, Yuko Matsumoto, Cyril Wong e illustratori come Keitaro Arima, Ryo Kanai, Chiara Negrini, Cris Ortega, ScarletGhotica e Hitoshi Yoneda. All’incontro parteciperanno scrittori, illustratori, traduttori e curatori coinvolti nei due volumi.
Kitsukiba: “dietro le quinte” del progetto della graphic novel italo-giapponese edita da Pavesio Productions
Intervengono: Fulvio Gatti (editor), Vittorio Pavesio (direttore della Pavesio Productions), Massimo Soumaré (scrittore e traduttore)
Il progetto Kitsukiba promosso dalla Pavesio Productions vede realizzare per la prima volta in Italia una graphic novel che nasce dall’unione artistica e letteraria di Italia e Giappone e che sarà edita contemporaneamente in Italia e Francia. Consiste nella trasposizione in fumetto del racconto Storia romantica di code e di canini di Massimo Soumaré per mano del mangaka e illustratore giapponese Ryo Kanai. L’idea è quella di creare un’opera grafica che riunisca i punti di forza e fascino del manga giapponese e del fumetto d’autore europeo. L’uscita della graphic novel sarà inoltre preceduta dalla pubblicazione dall’art book Ryo Kanai the Art of con testi in quattro lingue (italiano, inglese, francese e giapponese) che permetterà di apprezzare ulteriormente i lavori dell’artista nipponico.
Durante l’incontro si spiegheranno in dettaglio le fasi di realizzazione dell’opera, illustrando il processo creativo a partire dall’originale ideazione fino ad arrivare alle fasi creative vere e proprie.
Inoltre Vittorio Pavesio parlerà della situazione della pubblicazione degli art book in Italia.
Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni
Interviene: Fabio Lastrucci (scultore, illustratore e scrittore)
L’argomento è il rapporto che intercorre tra arte visiva e grafica, pittura e fotografia, attraverso alcuni esempi proposti in libera associazione tra loro, seguendo un filo non cronologico, ma di affinità elettive. Il disegno che diventa narrazione verrà illustrato soffermandosi sulla
grafica di Paul Klee e Saul Steinberg, comprendendo anche il Poema a fumetti di Buzzati, ed artisti come Gastone Novelli, Roy Litchstein ed altri ancora. Sul fronte del fumetto, si cercherà di vedere esempi di contaminazioni linguistiche a partire da Lyonel Feininger fino al fumetto americano e ad
alcuni manga contemporanei. Nell’ambito della fotografia, poi, sarà infine sottolineato il rapporto tra alcuni fotografi che utilizzano la “messa in scena” del set per raccontare storie, come il francese Gilbert Garcin e il nordico Carl-Erik Strom, confrontato con altri esempi di “scrittura visiva”.
Il bacio della Donna Serpente: percorsi iconologici nel Femminile allarmante tra Oriente e Occidente-dagli stereotipi alla fascinazione esotica
Intervengono: Franco Pezzini (critico e studioso), Massimo Scorsone (filologo)
Sulla base di una complessa mitopoiesi, l’Occidente ha declinato in varie forme l’idea di un Femminile allarmante che nutrirà con abbondanza le forme artistiche dell’età moderna. All’interno di tale costellazione i richiami all’Oriente sono molteplici, a enfatizzare una dimensione predatoria circonfusa di brividi esotici. Tra dee e vampire, tiranne del corpo e seduttrici dell’anima, ciò che emerge è una galleria di inquietudini, timori e inconfessate fascinazioni con ricadute talora tragiche nel vissuto dei popoli.
Character & Design: dentro l’industria audiovisiva giapponese
Intervengono: Luca Della Casa (curatore della sezione asiatica del Future Film Festival di Bologna), Stefano Gariglio (critico cinematografico specializzato sull’animazione giapponese e curatore della mostra Manga Impact) e Fabrizio Modina (collezionista e curatore della mostra Manga Impact)
Dall’illustrazione al character design per gli anime: una riflessione su come l’industria audiovisiva giapponese assorbe la creatività di artisti quali Akemi Takada, Yoshitoshi ABe e Katsuya Terada.
Amici immaginari-L’Occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai
Intervengono: Davide Mana (scrittore e traduttore), Reiko Hikawa (scrittrice)
In Giappone, dagli anni ’90 il boom del fantasy nei giochi è stato all’origine di un grande successo della letteratura fantastica. Numerose sono state le opere di stile occidentale dove comparivano cavalieri e streghe di stampo europeo e Reiko Hikawa ha pubblicato più di un centinaio di romanzi divenendo una delle maggiori autrici fantasy nipponiche. Ma l’Occidente rappresentato in questi lavori si discosta da quello reale… In esso confluiscono elementi orientali e del Giappone. Si narra di graziose e affascinanti streghe, di cavalieri che si attengono ad un pensiero buddhista e al codice del bushido. È quindi necessaria una riflessione sulla differenza tra l’Oriente esotico e l’Occidente romantico.
Al contempo, l’immaginazione del Sol Levante in Occidente è strettamente legata all’immaginazione dell’Oriente. Questa attraversa tre fasi distinte – la prima influenzata dai racconti dei viaggiatori (Mandeville, Polo), la seconda, post-illuministica, legata alle avventure coloniali ed alla “scoperta” delle Mille e Una Notte, la terza dominata dal sempre più intenso scambio di informazioni tra Est e Ovest nel ventesimo secolo. L’immagine del Giappone negli scritti degli autori occidentali – e per riflesso, nel cinema – rimane comunque romantica, semplicistica e spesso molto molto sbagliata – ma sempre piuttosto divertente (anche se di solito non come intendeva l’autore).
Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura
Interviene: Kazuko Hiraoka (calligrafa)
Dopo una breve introduzione alla storia della lingua giapponese, la maestra Kazuko Hiraoka spiegherà come l’alfabeto giapponese hiragana sia stato sviluppato a partire dai caratteri ideografici (chiamati “kanji” in Giappone e “hanzi” in Cina), passando poi ad un esempio di confronto tra il tipo di scrittura della poesia tradizionale cinese e giapponese illustrando visivamente la differenza nella scrittura calligrafica di questi due grandi paesi dell’Estremo Oriente.
Volpi magiche e spiriti inquieti nell’età di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei
Interviene: Massimo Soumaré
I racconti del sovrannaturale e le credenze negli esseri fantastici del folklore hanno in Giappone una lunga tradizione ininterrotta risalente in letteratura fino alle prime opere del paese come, ad esempio, il Kojiki (Vecchie cose scritte, 712 d.C.) e il Taketori monogatari (Storia di un tagliabambù, X secolo). In seguito, hanno conosciuto un grande sviluppo nel corso del Periodo Edo (1603-1868) e sono state presentate in Occidente da Lafcadio Hearn (1850-1904) fino ad assumere, come parte integrante del tessuto culturale di una nazione i cui abitanti credono profondamente nell’esistenza dei kami – gli spiriti degli esseri viventi e degli oggetti – un ruolo importante anche negli odierni mezzi di comunicazione di massa.
Attori Kabuki e loro ritratti
Interviene: Akane Fujisawa
Il teatro Kabuki, definito il fiore della cultura popolare di Edo, si è sviluppato in contemporanea all’ukiyo-e. Dalla metà del Periodo Edo (1603-1868) hanno cominciato ad apparire stampe di ritratti degli attori le quali sono state utilizzate come pubblicità di quest’ultimi. Così sono nate molte opere d’arte. Sono stati stampati anche numerosi disegni che descrivevano gli attori non solo mentre recitavano in teatro, ma anche durante la loro vita quotidiana. Esistono inoltre ukiyo-e in cui gli attori stessi promuovono dei prodotti ed è estremamente interessante notare come già nel Periodo Edo esistesse un moderno sistema pubblicitario che impiegava le “star” del tempo. Tramite i ritratti, Akane Fujisawa presenterà un inatteso modo di divertirsi con gli ukiyo-e.
L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media
Interviene: Murasaki Fujisawa
L’illustrazione e l’animazione giapponesi sono oggi amati da molte persone nel mondo. Murasaki Fujisawa parlerà delle affascinanti opere artistiche che ne stanno all’origine, in particolare delle stampe ukiyo-e che possedevano una forte funzione di mezzo di comunicazione di massa. L’ukiyo-e, infatti, a partire dalla seconda metà del XVII secolo per più di duecento anni ha continuato ad affascinare la gente in qualità d’arte capace di descrive la realtà delle varie epoche. I colori brillanti delle tecniche di incisione d’alto livello e la ricca variazione di espressioni dei grandi maestri hanno saputo farli apprezzare dando, al contempo, vita ad una grande quantità di opere di ampio genere. Una parte di queste, esportate all’estero, hanno ispirato anche gli impressionisti e l’Art Nouveau francesi. Nella cornice della mostra di Torino in cui è esposta una collezione di pezzi eccellenti si parlerà dell’attività dei maestri di ukiyo-e che possono giustamente essere definiti i precursori degli odierni illustratori.
Matatabi: viaggio immaginario a Edo
Interviene: Giorgio Arduini
Matatabi, nel suo significato letterale, indica il “viaggio a piedi” che nel Giappone precedente alla modernizzazione tecnologica della Restaurazione Meiji (1868–1912) rappresentò una comune modalità di spostamento.
I paesaggi, le stazioni di posta e i misteriosi viandanti incontrati lungo il percorso costituiscono lo spazio immaginato del “mondo fluttuante” quanto gli innumerevoli artigiani, attori e manovali che popolavano le città – meta per il viaggiatore e luogo d’origine di questa realtà alternativa nella quale avevano altresì diritto di cittadinanza personaggi di fantasia, eroi leggendari ed esseri sovrannaturali.
Alle origini del Sol Levante: le più antiche cronache sul Giappone
Intervengono: Massimo Soumaré (autore), Davide Mana (traduttore)
Presentazione del volume Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai, and
Queen Himiko di Massimo Soumaré, traduzione in inglese di Davide Mana, edito dalla Kurodahan Press
I fondamenti culturali del Giappone sono intimamente legati all’Asia continentale. Cina e Corea in particolare hanno aiutato la formazione dei primi regni giapponesi in molti modi, con secoli di immigrazioni e scambi culturali. L’introduzione della cultura del riso, il sistema di scrittura cinese e il sistema di governo della burocrazia imperiale cinese sono forse gli esempi meglio conosciuti, ma l’influenza della cultura continentale sull’arcipelago nipponico fu persistente. Questo lavoro presenta per la prima volta in inglese un comprensivo e comparativo studio dei contenuti di famosi testi storici cinesi (i primi in assoluto a parlare del paese del Sol Levante), giapponesi e coreani che sono fondamentali per la conoscenza della storia antica del Giappone. Le traduzioni di documenti dalla Cronaca dei Wei alla Storia dei Song sono assai utili per studiosi, studenti e tutti coloro che nutrono interesse nella storia e cultura giapponese e gettano una nuova luce su aspetti poco noti dello scambio interculturale, contribuendo alla conoscenza dell’intera Asia orientale.
L’arte di Akemi Takada: dimostrazione di disegno
Interviene: Akemi Takada
Akemi Takada mostrerà al pubblico come realizza le sue opere, concentrandosi in particolare sulla fase di colorazione delle sue illustrazioni.
L’arte di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame
Interviene: Minae Takada
Minae Takada mostrerà al pubblico come realizza le sue incisioni utilizzando carta di fabbricazione giapponese.
L’arte orientale a Torino
Interviene: Franco Ricca (direttore del MAO)
Franco Ricca parlerà dei rapporti delle istituzioni culturali della città con l’Oriente, specificatamente di quelli con il Giappone.
Manga: fumetto e società contemporanea
Interviene: Massimo Melotti
Massimo Melotti parlerà dei manga e di come essi si leghino profondamente al concetto di realtà nella società contemporanea.

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Restando in tema di libri assolutamente non obbligatori ma consigliati o consigliabili, magari per dopo il corso, ripesco quanto segue dalla mia vecchia home page, tanto per mettere ancora un po’ di carne al fuoco.
E poi siamo sotto Natale, magari vi serve un’idea per un regalo a qualche amico o parente noioso.
Alejandro Jodorowsky – Il dito e la luna
Mondadori Oscar, 2006
Racconti zen, haiku e koan commentati e spiegati in maniera quantomai eterodossa dall’unico monaco zen cileno, famoso fumettista, regista, affabulatore e lettore di tarocchi, ciarlatano nell’accezione più pura e dignitosa del termine. Se davvero lo zen non si può spiegare senza mentire, allora queste sono menzogne di primissima classe e di qualità superiore. Potrebbe essere un buon punto di partenza per alcuni, ma conviene accompagnarlo ad un testo serio e solido, o si rischierà che l’impressione di aver capito sopraffaccia la vera comprensione.
Però è davvero divertente.
Thomas Hoover – La Cultura Zen
Mondadori Oscar, 1981
Il primo libro sullo zen che io abbia letto, fra le occhiate piuttosto perplesse dei compagni del liceo. Serio, ben documentato ma abbastanza agile da stare in borsa ed essere letto sul tram, rappresenta una solidissima introduzione allo zen attraverso la sua influenza sulla cultura giapponese e le sue ricadute occidentali. A trent’anni di distanza dalla sua uscita originaria, può risultare datato soprattutto nei capitoli conclusivi, ma è comunque un eccellente punto di partenza. Per lo meno, lo è stato per me.
[Addendum: trattandosi di un libro splendido, ovviamente è fuori catalogo da anni, e non pare ci sia intenzione di ristamparlo. Ne ho avvistata una copia su eBay per la vertiginosa cifra di 3 euro e 90, e se ne trovano copie su bancarelle e simili. Se può essere una consolazione, è fuori stampa anche in originale.]
Alan W. Watts – La Via dello Zen
Feltrinelli Universale Economica, 1989
Il testo originale ha esattamente cinquant’anni, ma rimane un’opera difficilmente rinunciabile. Watts affronta la cultura zen analizzandone storia e sviluppo dalle radici taoiste – lo zen come punto di arrivo. Si dedica poi alle influenze ed agli effetti culturali sulla società giapponese. Non facilissimo (richiede un minimo di impegno) ma ancora una volta un buon testo sullo zen alla portata del lettore medio. Il discorso aperto con questo volume si completa con il successivo Natura uomo donna (ancora Feltrinelli), ancora una volta vicino alle radici taoiste dello zen, ed a tratti un po’ più confuso.
Nyogen Senzaki & Paul Reps – 101 Storie Zen
Piccola Biblioteca Adelphi, 1973
Un altro libro uscito dal mio tascapane di liceale. Come dice il titolo, il volumetto contiene 101 storie che illustrano, per sviluppo, soluzione finale o morale, i principi della pratica zen. Popolate di maestri cialtroni, ladri filosofi e vecchie bisbetiche, costituiscono una lettura leggera e piuttosto disimpegnata. La dimostrazione ultima che lo zen (e la filosofia in genere) non fa male. L’edizione Adelphi garantisce inoltre punti extra per l’aura intellettuale; storie simili si trovano nelle 111 Storie Zen di Taisen Deshimaru e nel gustoso Dice lo Zen di Tsai Chih Chung, che le ripropone a fumetti. Alcune storie si ritroveranno, commentate e spiegate, nel libro di Jodorowsky.
Eugen Herrigel – Lo Zen e il Tiro con l’Arco
Piccola Biblioteca Adelphy, 1986
Un testo probabilmente sopravvalutato – nessun arcere ha mai migliorato le proprie prestazioni atletiche dopo averlo letto, e nessuno credo ne ha mai ricavato l’illuminazione – resta comunque un testo popolarissimo, ed una illuminante occhiata all’esperienza zen da parte di un occidentale (e per di più un tedesco). Porta con se l’aura immarcescibile dei libri Adelphi, ma non è un male. L’altrettanto tedesco Hans J. Stein ha scritto in Kyuudoo, The Art of Zen Archery una migliore introduzione all’argomento, dalla quale arceri e praticanti possono ricavare vero giovamento.
Taisen Deshimaru – Autobiografia di un Monaco Zen
Mondadori Piccola Biblioteca Oscar, 1996
L’esperienza dello zen attraverso le memorie di un personaggio colossale nel panorama della divulgazione dell zen in occidente. Un buon contrasto con i lavori di Herrigel e di van De Wetering per farsi un’idea di come si vive la pratica dello zen. Deshimaru ha un ampio catalogo di testi facilmente reperibili tramite Mondadori (o su bancarelle ben fornite), tutti fondamentali e vivamente consigliati.
Janwillem van de Wetering – Lo Specchio Vuoto
Neri Pozza Tascabili, 1999
La pratica dello zen come trauma – solitudine, digiuno, alienazione e sonore legnate, per un giovane olandese che decide di trovare se stesso il più lontano possibile da casa. Per ricordarci che non stiamo parlando di giochi da salotto ma di uno stile di vita radicale e molto lontano dai nostri standard (e, spesso, dalle nostre aspettative). Tragicamente comico, il diario di van de Wetering è una lettura essenziale per tutti coloro che abbiano in mente di farsi qualche mesetto in un tempio zen.
Walter Jon Williams, La Voce del Turbine
Fanucci Solaria, 2000
Un romanzo di fantascienza, sequel del celeberrimo (ma inferiore) capolavoro cyberpunk Hardwired di Williams. Lo zen come stile di vita e come strumento di indottrinamento, come pratica tutt’altro che pacifica per la definizione del se e la mappatura della realtà. Politicamente scorretto ma inarrestabile, scritto da uno dei pochi autori occidentali che dimostrino una buona conoscenza dello zen operativo, è una lettura divertente ma carica di contenuti.
Natalie Goldberg – Scrivere Zen
Astrolabio, 1989
Un corso di scrittura che applica i principi dello zen alla creatività letteraria. Appartiene ad una vasta categoria di libri che traducono i dettami dello zen in una pratica che sia familiare al lettore – zen e fotografia, zen e cucina. La maggior parte sono bufale abbastanza evidenti, ma poche gemme, come il libro della Goldberg, brillano nell’oscurità.
Stephen Bodian – Meditazione for Dummies
Apogeo, 1999
Scherziamo?
No. Lo zen ha una componente pratica, incentrata sulla meditazione, dalla quale difficilmente si può prescindere; e quando i termini dei grandi maestri si fanno troppo eterei, questo semplice manualetto pratico può risolvere un sacco di dubbi. La pratica della meditazione non è cosa da poco, ed è potenzialmente pericolosa se affrontata nel modo sbagliato. Un manuale “laico” che includa qualche nota sul come evitare i crampi alle gambe è una vera benedizione.
… più uno in inglese
Paul Reps & Nyogen Senzaki – Zen Flesh, Zen Bones
Shambhala Pocket Classics, 1994
Tascabilissimo e a buon mercato, stampato su carta di alta qualità e non più grande di un pacchetto di sigarette, questo libricino contiene le 101 Storie Zen e La Porta senza Porta, una versione (ovviamente illustrata) del 10 Bulls e il classico Centering, testo indiano che è probabilmente la fonte operativa all’origine dello zen e di una fetta consistente del Taoismo; chiude il tutto un articolo informativo sulle origini e lo sviluppo dello zen.
Non uscite di casa senza, ci sarebbe da dire.
L’infinitamente più lussuoso Zen, The Perfect Companion, edito da Black Dog & Leventhal, rilegato in seta, sontuosamente illustrato e praticamente indistruttibile (ma comunque tascabile) rappresenta una valida alternativa, e lascia più spazio a spiegazioni e commenti.
…. anzi, no, due..!
Joe Hyams, Zen and the Martial Arts
Bantam, 1982
Agile libriccino scritto da un regista e sceneggiatore che fu allievo di Bruce Lee ed al quale la pratica dello zen ha salvato, letteralmente, la vita.
O così dice lui.
Bello, divertente, ben illustrato e privo di banalità, si legge alla svelta e rimane a lungo nella memoria.

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Imperdibile.

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